libere considerazioni – Polifunzionale, parte prima

ISCHIA – Il 30 aprile scorso la commissione preposta, nominata dalla Regione Campania, ha depositato il Certificato di Collaudo Tecnico Amministrativo  certificando l’opera “NON COLLAUDATA”.   È soprattutto una questione di sicurezza, per la quale la Commissione Collaudo, con una prima Relazione depositata al Comune nell’anno 2011, ha ORDINATO addirittura l’ interdizione ad Horas all’utilizzo dell’immobile. Infatti, una parte dei pali di fondazione, quelli realizzati dall’impresa COMAPRE di Verona (appalto originario), non sono stati realizzati rispettando le indicazioni del progetto esecutivo approvato e depositato al Genio Civile di Napoli. Per tali inadempienze sia la impresa COMAPRE, sia il Direttore dei lavori e sia  l’ingegnere  hanno  subito un processo penale conclusosi con sentenza di condanna, in prima e secondo grado di giudizio.  In poche parole, il Tribunale di Napoli, sulla base di due perizie tecniche, rispettivamente dell’Ing. Spadaro e della commissione formata dai professori di Geotecnica dell’Università di Napoli  e della Calabria,  ha accertato   che la lunghezza dei  pali di fondazione realizzati, cioè quelli che sorreggono l’opera, limitatamente alla  parte realizzata dalla impresa COMAPRE (quasi l’80% della superficie coperta dell’opera), è mediamente mt. 10,00 rispetto alla lunghezza dei pali prevista in progetto e cioè mt. 18,00.

In tutta questa vicenda svolge un ruolo alquanto significativo l’Ing. Collaudatore Statico nominato dal Comune di Ischia, il quale ha emesso il Certificato di Collaudo Statico , in aperto contrasto con la sentenza del Tribunale di Napoli, dichiarando l’opera conforme al progetto (cioè con i pali di fondazione realizzati di mt. 18,00) e soprattutto dichiarando di aver eseguito numero 3 prove di carico sui pali di esercizio (prove obbligatorie per legge). Orbene la Commissione Collaudo, nell’ambito dei propri accertamenti, riscontrava invece che le numero 3 prove di carico sui pali di esercizio non erano mai state eseguite , certificando così la inefficacia del certificato di collaudo statico perché, oltre ad essere in contrasto con quanto accertato dal Tribunale di Napoli , era stato redatto in violazione delle disposizioni di legge ( non erano state eseguite le prove di carico sui pali di esercizio) . A questo punto l’Ing. Collaudatore statico, forse, perché scoperto dalla Commissione Collaudo, con una  nota successiva alla presentazione del Certificato di Collaudo Statico, trasmessa al Comune di Ischia e alla Commissione Collaudo,   confermava di non aver eseguito le prove di carico sui pali di esercizio, ma di aver invece eseguito le prove di carico sui pali pilota, che sono , per intenderci, prove non riconosciute dalla legge in quanto afferiscono a pali fuori opera e cioè  che non sorreggono la struttura . Affinchè il lettore possa trarre le logiche conclusioni, è bene ricordare che quando si fanno le prove di carico sui pali di fondazione o di esercizio, la ditta specializzata, incaricata ad  emettere  il certificato, deve preliminarmente misurarne e   certificarne  la lunghezza in quanto  non si può eseguire una prova senza conoscere le caratteristiche costruttive dell’opera. Ecco allora, forse, scoperto l’arcano perché le prove di carico sui pali di esercizio non sono mai state fatte!!!!!!!!.

In sintesi, il Tribunale di Napoli ha accertato, con due perizie tecniche, l’una che conferma l’altra, che la lunghezza dei pali di fondazione realizzati non è conforme alla lunghezza di progetto (circa il 50% di calcestruzzo in meno), la Commissione Collaudo ha accertato che il Collaudatore Statico ha redatto il Certificato di Collaudo Statico in violazione di legge (non eseguendo le prove di carico sui pali di esercizio) per cui  di conseguenza la Commissione Collaudo non ha potuto  fare altro che certificare l’opera NON COLLAUDATA. A tal riguardo va comunque evidenziato che la Commissione Collaudo con la propria Relazione depositata al Comune di Ischia nel 2011, aveva comunque dato precise indicazioni circa i provvedimenti da adottare da parte del Comune di Ischia per superare la NON COLLAUDABILITA’ dell’opera e, quindi, renderla sicura. Purtroppo, a tutt’oggi, nonostante la Commissione Collaudo avesse eseguiti ulteriori visite di collaudo nell’anno 2014,  non vi è stato dato (volutamente???) alcun riscontro.

Oltre a tutto, ciò la Commissione Collaudo ha perfino accertato, in fase di visite di collaudo,  che tutti gli impianti non erano funzionanti e, peraltro,  privi dei certificati di collaudo, che la maggior parte dei lavori non erano stati realizzati a regola d’arte tanto  che la stessa Commissione ha emesso un proprio ORDINE DI SERVIZIO teso a superare dette anomalìe, anche questo purtroppo rimasto disatteso.

 

ENZO PENSA ALLE POLTRONE. INVECE DI RISOLVERE LA VICENDA DEL POLIFUNZIONALE, DISERTA LE RIUNIONI

Anzi a tal riguardo va ricordato che il Sindaco Enzo Ferrandino, attraverso una recente nota a firma del Responsabile LL.PP. Arch . Aniello Ascanio, invitava la Commissione di Collaudo ad un incontro presso il Comune di Ischia per effettuare opportune valutazioni in ordine alla problematica legata alla NON COLLAUDABILITA’ dell’opera , incontro al quale il Sindaco è risultato  ingiustificatamente assente.